Prima di partire (pensa a tornare)

C’era una canzone estiva molti anni fa, più di 10 ormai, diceva “prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più”.

Io parto sempre con la voglia di tornare: il viaggio si può dire davvero tale se quella voglia di non partire più te la fa venire durante. Un viaggio è tale se torni a casa diverso da come eri partito, se ti cambia, se ti apre nuove porte, se ti offre nuovi occhi con cui guardare il tuo mondo.

Ho un sacco bisogno di nuovi occhi, e avrei ancor più bisogno di quella capacità che hanno certi di andarsene, e basta. (Ve ne avevo parlato qui: L’urgenza del migrante e della scimmia). Il fatto è che non ero pronta nemmeno finito il liceo, di prendere e andarmene. (Quello è il momento perfetto). Avevo un piccolo gruppo di amici che chiamavo “Popolino”, a breve mi sarei innamorata di quella che è tuttora la persona più importante della mia vita, una madre da salvare, e poi mi iscrivevo a una facoltà che si basa tutta sull’amore per l’italiano, una lingua dolce e complicata.

Andarmene per dove?

viaggiare

Rimpiango a volte di non essere stata più coraggiosa, e mi ammonisco per non riuscire a esserlo tuttora. Il fatto è che io non sono una di quelli che partono, e basta. Forse vorrei, ma mi risulta contro natura. Non riuscirei ad andarmene via da qui, e non solo per i luoghi e le persone che amo, ma per un modo di ragionare che per me è tutto collegato alla lingua. Posso anche saper parlare l’inglese (o almeno provarci), lo spagnolo e il francese, ma il mio pensiero è italiano. E ogni parola mi genera un ricordo, dettato da un suono: la ritrovo nella mia mente nel verso di quella poesia di Montale o di Gozzano, mi ricorda l’atmosfera di un particolare canto della Commedia.

Ho una memoria pessima per certe cose (come i visi delle persone), ma ottima per le parole. Ha un senso forse? A distanza di anni, a distanza di decenni, ricordo esattamente la frase che qualcuno mi ha detto al primo incontro, durante una litigata, dopo un abbraccio, durante il sesso, alla fine di un esame. Rivivo con quelle l’emozione che mi fecero provare allora. Sarà per quello che sogno persone senza volto, ma con un timbro e una cadenza ben riconoscibile.

Quindi, sì, partiamo. Anche domani mattina, andiamo nella Londra che sogno di visitare da quando la prof Barcellini mi insegnava magistralmente la grammatica e il bon ton inglesi. Ma lo faccio con l’idea di tornare, qui.

L’importante è che il viaggio mi renda diversa da oggi. Che mi arricchisca, sì, e mi renda pronta al domani.

 

(E non importa se il viaggio sia di tre giorni o un mese. Ci innamoriamo in poche ore di qualcuno, e basta quello a cambiarci la vita.)

Consigli per gli ascolti: Message in a bottle – The Police

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8 thoughts on “Prima di partire (pensa a tornare)

  1. Big up per i Police.
    Per lavoro ho viaggiato moltissimo, ho visitato una ventina di nazioni. Tante storie da raccontare, tanti occhi che ti passano attraverso. Un viaggio ti cambia sempre. Se non succede, sei cieco. O morto.
    Londra è tra le città peggiori che abbia mai visitato. Si, ha il fascino del mito, ma è uno di quei posti da cui tornare, e in fretta.

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