Di piccoli passi e piccole rivoluzioni

In casa abbiamo un contenitore per le noci a forma di ciambella. Al centro c’è un appoggino, dove si mette la noce e la si colpisce con un martelletto per aprirla.

Sarebbe buona cosa buttare ogni volta i gusci e gli scarti delle noci mangiate, e invece finisce sempre che il contenitore sia una montagnola di noci ancora da aprire e di gusci vuoti. Insomma, devi sempre stare a scavare tra le spoglie delle noci che furono per cercarne una buona. E questa cosa mi fa abbastanza arrabbiare.

La colpa è un po’ di tutti gli abitanti di questa casa: se lo fanno mamma o papà sbuffo, ma poi finisce che alcuni giorni lo faccio pure io e, questo è il guaio, pure gli estranei del “posso rubarti una noce” finiscono coll’imitare questa abitudine orribile.

Il punto? Che io lo voglia o no, la ciambella si riempie, una noce adesso una dopo. è un po’ la discarica di chi passa in cucina e ha voglia di uno stuzzichino a qualunque ora. Ma mi dà fastidio: che fatica fai, golosone, a buttare il guscio di ciò che hai gustato poc’anzi?

di piccole rivoluzioni

Ecco, parte la metafora ora. Che ti piaccia o no, qualcuno riempirà la ciambella. E finirà che pure tu qualche volta farai ciò che deprechi agli altri, vuoi per fretta, vuoi per mancanza di voglia o semplicemente per ribellione al “e devo pulire sempre io lo schifo degli altri?“.

Sì. La rivoluzione parte da te. Tu fai la differenza.

Passi di lì, vedi qualcosa che non va? Adoperati perché la cosa cambi. Fai la prima mossa, cerca di migliorare ciò che non ti piace.

Altri ti imiteranno, anche se magari tra un secolo o più. Pulisci gli scarti tuoi e del resto del mondo, rendi questa ciambella ciò che vorresti.

 

ps. La ciambella potrebbe essere il mondo in cui viviamo, ma anche la tua città, la strada in cui vivi, il condominio, non so. Potrebbe essere la tua anima o quella di qualcun altro, che spesso la gente riempie di immondizia di ogni tipo, brutte parole che fanno male, maleducazione, ingiustizie che inspessiscono la pelle. Potrebbe persino essere il corpo usato da qualcuno, come se non fosse altro che un guscio vuoto di noce.

(Consigli per gli ascolti: Negramaro – La rivoluzione sta arrivando).

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4 thoughts on “Di piccoli passi e piccole rivoluzioni

  1. in questa storia io sono il personaggio che riempie il cesto di gusci e metà ne butta pure per terra (in casa mia eh 😉 ) e poi un’ora dopo sbuffando e lamentandomi da sola e grugnendo raccatta la montagnola e pulisce maledicendomi perché ho fatto il maialaio. 😂😂 <3<3 …metaforicamente. 😂

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  2. Potente. Decisamente potente.
    Io vivo solo. Ma le noci mi piacciono, non ho una ciambella carina come la tua, di solito le apro con le mani, e puntualmente si finisce con un mucchio di gusci vuoti, mezzi frantumati, che mascherano le noci ancora da sgusciare. Succede lo stesso con la pepata di cozze. Battuta a parte, complimenti per la profondità.

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