Amica insonnia

Sono nata così. I primi 15 giorni della mia vita, dormivo di giorno e rompevo le palle ai miei genitori di notte. Il pediatra disse ai miei: “La bambina ha preso il giorno per la notte“. C’era un solo modo per farmi dormire: portarmi in giro in auto, oh lì sì che mi facevo delle belle dormite. Capita anche ora d’altronde, quando ho sonno, dopo una gita o durante un viaggio, io in auto, treno o pullman collasso. In aereo no, lì sto col naso contro il finestrino a dire: oh, guarda che bello.

(Lo sapete già che ho 13 anni, in realtà).

E lì, mamma e papà architettarono un piano cattivissimo.

sono-insonne

Mia madre, dopo l’ennesima notte insonne, l’indomani fece di tutto per tenermi sveglia tutto il santo giorno: piccoli spaventi, schiaffetti sulle guance. Niente riposini, bella di mamma. Ovvio che quella notte dormii secca come non facevo dai tempi dell’utero.

I miei fecero questa piccola cosa un po’ a cuor leggero, per farmi riprendere il ritmo della notte e del giorno, insomma. Ed eccomi qui, perennemente insonne, a non riuscire a dormire alle 3 o alle 4 del mattino nemmeno dopo 20 ore sveglia. Ora non posso non chiedermi: e se questo sia da sempre il mio bioritmo? Chi ha deciso che il giorno deve essere giorno per tutti, che non ci possano essere persone che semplicemente vivono meglio di notte?

No perché, a parlarci con gli insonni convinti come me, la sensazione è sempre la stessa: alla mattina dopo ti svegli dolorante, con malditesta pazzeschi, con un odio enorme verso te stesso, e una camera da letto in cui sembra esserci stata la guerra. (Calzini persi, trapunte cadute dal letto, pile di libri sul comodino, fazzoletti pieni di lacrime, computer e cuffiette perché la musica ti facesse compagnia). Noi ci conviviamo con le occhiaie viola o nere, noi ci beiamo del silenzio della Notte.

 

La notte è insostituibile, ma pagherei per avere un ritmo normale. Il problema è che non bastano più i trucchetti dei miei genitori, e a ventisei anni suonati sono costretta a tenermi borse sotto agli occhi, disperazione e sogni che soltanto la notte sa dare.

(Il sonno porta consiglio, dicono. Quanto ne vorrei).

 

(Consigli per gli ascolti: The Cranberries – Ode to my family).

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