Fobie per tutti. Da Carlo Magno a Dalì e Poe

Ne ho ben donde a parlarne: io sono la regina delle fobie.

Che se poi ci aggiungiamo le varie ansie sociali, divento proprio una persona piacevole con cui andare in giro. Dovessi scegliere però una fobia – La Fobia – che mi caratterizza è quella per i volatili, da che ne ho memoria. Non vi dico le prese in giro in adolescenza: ah, hai paura degli uccelli. (Prese in giro che continuano a trent’anni). Io mi do un tono e la chiamo soltanto ornitofobia, che è pure il suo nome scientifico. Si tratta comunque di una cosa che diverte molto le persone: ve l’ho mai raccontato di quella volta che, in gita con la scuola in piazza san Marco, svenni perché un compagno di classe mi aveva fatto volare addosso un piccione?

Un dramma quotidiano. Piccioni, piccioni ovunque.

le fobie degli scrittori personaggi famosi storici

La mia di fobia, se confrontata con quella che aveva Abramo Lincoln, fa sembrare la sua una sciocchezza. Soffriva infatti di calliginofobia, la paura di interfacciarsi con una bella donna. (Ehi, Ab, vieni che ti presento mia cugina. Ma chi quella gnagna da paura? Sì. E niente, Lincoln è in un angolo in iperventilazione, gli tremano le mani, pezza come in una sauna; non è proprio un bello spettacolo da vedersi).

Le più comuni, comunque, sono di solito quelle verso gli animali. Se mediamente siamo in molti ad avere paura di ratti, serpenti, vermi, non in molti hanno la ailurofobia, la paura per i gatti che secondo pettegolezzi storici sarebbe stranamente tipica di quei condottieri che odiavano perdere a Risiko: Alessandro Magno, Cesare, Napoleone, Gengis Khan. In realtà, di questi non sono riuscita a verificare le fonti: siamo molto probabilmente di fronte a una leggenda, nata forse dalla superstizione popolare nei confronti dell’animale.

Ma mi piace comunque pensare all’idea di questi creatori di imperi, che poi si fanno spaventare da un micetto. Pensate forse che un gatto da solo non sarebbe in grado di porre fine a un impero?

captain marvel
(da un albo di Captain Marvel)

L’eccentrico Dalì almeno appare molto simile a noi dal lato fobie: aveva paura degli insetti e in particolare delle cavallette, fin da piccino quando gli altri bambini si divertivano a tirargli dietro insetti di ogni tipo. Nei suoi dipinti la cavalletta diventa simbolo di disfacimento, di caducità delle cose, quando presente vuole trasmette un senso di inquietezza.

Che Andersen, conosciuto soprattutto per i suoi scritti per bambini, fosse ossessionato dalla paura di poter essere sotterrato vivo (tafofobia) ci pare bizzaro, ma non quanto che lo fosse Poe, lo scrittore per eccellenza del mistero. Si tratta in realtà di una fobia piuttosto diffusa (evitate Kill Bill Vol.2), e la soffrivano anche Chopin e George Washington.

Churchill aveva il terrore della sporcizia, e passava lunghe ore in vasca da bagno (ricordate la scena de L’ora più buia in cui il ministro in vasca detta alla dattilografa seduta fuori dalla porta della toilette?). La rupofobia, la paura del sudiciume di cui soffriva il nostro Winston, non è da confondersi con quella dei microbi, la bacillofobia, di cui soffrivano altri illustri come il nostrano Manzoni. Manzoni che potrebbe essere mio avo, non per le doti letterarie quanto per il consimile numero di paure assurde che aveva per tutto, tra cui anche quella per le pozzanghere.

paragrafo blossom

Joyce condivideva con la mia cara nonna la paura dei tuoni (ceraunofobia): se lei si nascondeva sotto al tavolo, portandosi con sé anche i bambini quand’era adulta, lo scrittore dell’Ulysses aveva ereditato la paura da una rigida educazione cattolica, che riconosceva nella preghiera un modo per placare l’atavica ira divina.

Vince il premio per la fobia più strana l’uomo che, dopo aver girato Gli uccelli, potrebbe essere considerato la mia nemesi: nulla spaventava di più Alfred Hichcock di un oggetto di forma tondeggiante, perfetta, come quella di un uovo.

Nella mia lista non compare neanche una donna, direte voi. Giusto, e allora vi metto un’icona femminile per eccellenza: la Monroe, che soffriva di agorofobia, diffusa paura per i luoghi aperti e affollati.

Avete giocato con me a celo celo manca?
Qual è LA vostra Fobia?

 

Se vi piacciono le stranezza e curiosità storiche, QUI trovate tutti gli articoli della rubrica “Cose che non sapevi di voler sapere”.

9 Comments

  1. Pensa che giusto ieri una persona quando gli ho detto che ho dei pappagallini mi ha chiesto “ma non ti fanno paura quando volano? “
    (comunque no, altrimenti non avrei uccelli in casa, non sopporterei di privarli del dono del volo)
    Paure vere e proprie non ne ho, forse solo quella di annegare, infatti nonostante ho fatto vari corsi di nuoto non ho imparato a nuotare ne a superare la paura, temo anche io i tuoni e i temporali soprattutto se accompagnati da forte vento. Però se vogliamo sono paure più razionali, perché effettivamente si potrebbero correre dei rischi sia di annegare sia di fare una brutta fine a causa di un temporale. Non so se sono fobie vere e proprie ma ho lo schifo (non paura ma proprio schifo) per le cimici (credo sia l’unico insetto a disturbarmi) soprattutto quando volano e sbattono in giro, e per i forellini vicini, che ho scoperto essere una vera fobia soprattutto se all’interno c’è qualcosa, la tripofobia, mi provocano la nausea

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    1. Non conoscevo nulla della tripofobia! In effetti, googlando,ho trovato delle immagini parecchio disturbanti.
      Tu pensa che invece io non ho per nulla paura dei tuoni, e anzi fin da piccina mi piace aspettare il temporale in mezzo al vento. Mia madre doveva sempre trascinarmi in casa. Spesso ancora oggi per rilassarmi alla sera, al posto della musica, metto suoni di pioggia e temporale. 🙂

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  2. io ho la testadiminchiafobia, che sarebbe la paura che gli italiani continuino a votare i politici in eterno, nonostante i risultati siano davanti gli occhi di tutti, se mi permettete la battuta… 😉

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