La mia memoria è una puttana

La mia memoria si costruisce sui dettagli, è precisa, chirurgicamente seziona tutto e applica etichette. Ricordo intere pagine studiate quand’ero bambina, prendo in mano un libro letto a 15 anni sapendo dove cercare la citazione che ho in testa. Ma non riesco a ricordare il viso delle persone, nemmeno quello di mia madre, nemmeno il tuo, mentre chiudo gli occhi e ti bacio. Credo che è da questa forma di prosopagnosia che nasca il mio terrore di perdere le persone.

Di notte sogno uomini e donne privi di volto, e prima di dormire cerco di richiamare alla memoria almeno le voci. Le voci, quelle sì, le ricordo tutte. Quando incontro qualcuno per strada che mi saluta con gioia e devo fingere di riconoscerlo, è la voce che infine mi fa ricordare chi diavolo sia: abbiamo fatto l’università assieme, siamo usciti qualche volta, avevamo degli amici in comune.

La mia memoria è una despota. Tiene soltanto quello che pensa valga la pena: è elitaria, cancella persone banali con cui ho pranzato quasi ogni giorno per tre anni, ma ricorda tutto di quella conversazione brillante avuta una volta con uno sconosciuto. Ricorda tutto di V., che ho visto soltanto due volte in vita mia e a cui ho scritto poesie per anni.

La mia memoria è una puttana. Perché di te, mentre vorrei dimenticarti, mi fa ricordare ogni parola, ogni promessa, il sottile semicerchio che fanno le tue rughe attorno agli occhi quando abbozzi un sorriso, senza mai ridere davvero. La geometria perfetta dei tuoi peli che dal polso si diramano alla mano. Le tue vene così blu, rami di affluenti che ti percorrono il corpo.

La mia memoria fa un po’ ciò che vuole. Decostruisce lo spazio che c’è nel mio cervello, lo arreda secondo il dolore che vuole tenere (sempre troppo), e spesso cancella altri ricordi belli. Li tiene solo se poi potrebbero fare male. Per ora, però, state nello sgabuzzino, poi se qualcuno muore vediamo di appenderli alle pareti.

La mia memoria è spazzatura. Perché è un po’ accumulatrice seriale. Con questa storia che non mi ricordo i volti di chi amo, finisce che tiene tutto il resto. Il problema è che ho amato tante persone, ho avuto tanti amici come fratelli, ho un cimitero di persone importanti. Ricordo tutto, tutto.

Immagine copertina dell'articolo "la mia memoria è una puttana". Collage surreale di due amanti che leggono sulla luna.

Capita che io sia interpellata durante una discussione tra amici “ti ricordi se quella volta…?”. E io ricostruisco tutto alla perfezione, lasciandoli a bocca aperta. Era un venerdì di luglio, era il duemilaX. Come quella volta che.

(Ti sei inginocchiato ai miei piedi, la testa appoggiata alle mie gambe, alla mia gonna di cotone a fiori, mi hai respirata a lungo come se fossi qualcosa di inaccessibile. Io ero brilla per l’aperitivo. Hai detto all’animale domestico: la signorina ha un buon odore, vero? Io ho pensato: mi piace che abbia detto “odore” e non “profumo” perché si riferisce proprio a me, alla mia pelle.)

Non faccio che correre, ma quando mi fermo, la mia memoria parte a punzecchiarmi. A volte è ingestibile, un’onda che ti investe e che ti fa cadere a terra tremante. Potremmo dimenticare l’infanzia, se ci fa male? Ma no. Grazie, memoria, avevo proprio bisogno di quei ricordi. (E a volte, a volte invece è come un’estasi meravigliosa e se chiudo gli occhi posso rivivere momenti perfetti, sapori, voci, calori andati per sempre).

Memoria bastarda, che mi ricordi tutto ciò che è andato, che tieni soprattutto ciò che sai non rimarrà. Per questo, memoria puttana, conservi proprio tutto tutto di lui dal primo giorno. Anche se le parole ormai sono una vagonata, e i momenti così pochi che tu ti bei di averli già appesi tutti. Ma è proprio necessario?

paragrafo blossom

(Consigli per gli ascolti. Lord Huron – The Night We Met)

2 Comments

  1. il problema delle memorie selettive è che selezionano loro, non c’è il comando per regolare la cosa… anche la mia memoria è così, e alcuni visi di persona li riconosco anche dopo 30 anni, altri non riesco a memorizzarli e colleziono figure meschine… non so quante vole mi hanno presentato o mi sono presentato a qualcuno dimentico che ci eravamo già presentati in qualche altra occasione.

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