La fides: amarti come un ladro

Quando taci, quando chiudi a chiave i tuoi demoni, quando ti giri dall’altra parte del letto, ti sei mai chiesto cosa mi stai facendo?

Quando parlo di fiducia, sto pensando anche alla fides e alla fede. Dividiamo le persone che conosciamo in due gruppi: persone che meritano la nostra fiducia e persone che rimangono fuori da un certo recinto che preclude un lato molto intimo di noi.

Meglio dare fiducia e, quindi, affidarsi a pochi individui. Anche uno solo.

A chi amo do la mia fiducia, la fides (lealtà, ma molto di più) e la mia fede più totale. Un po’ come dare in mano a qualcuno una chiave in grado di distruggerti. Da chi amo pretendo fiducia, fides e la sua fede. Il che diventa complicato quando l’altra persona non crede a niente, ma questo è un discorso a parte.

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Allora, cosa succede quando apriamo la nostra anima a qualcuno, quando gli permettiamo di oltrepassare il recinto? è un po’ come mettersi a costruire una strada tra i nostri cuori, una connessione privilegiata che ci permette di correre dall’altro, affacciarsi dentro e guardare se è tutto a posto. E no, non è mai tutto a posto.

Ma. C’è un ma, sì. Quanto è pericoloso? Tantissimo. Capisco che tu non voglia farti sbirciare dentro, che mi tenga lontana, che abbia paura di ciò che possa farci con tutto quel caos che ti uccide pian piano. Perché sì, succede che a volte qualcuno se ne approfitti, ed entri a farsi un giro dentro di noi coi piedi ancora sporchi di terra. Succede che a volte veda qualcosa e decida di rubarcelo, e portarcelo via. Succede che vada a raccontare in giro ciò che nascondiamo.

Che faccio, chiudo tutto e butto la chiave?

Sai, è un po’ come far vincere il buio. Perché a volte è bene lasciare che qualcuno si faccia i fatti nostri, che ci ascolti, che si spaventi, che ci alzi da terra, che ci dia un ceffone, che dia una ripulita a quel casino che portiamo appresso, che apra le finestre. Per quanto ce ne vergogniamo, per quanto faccia male.

Ti ho dato la mia fiducia, la mia fides e pure la mia fede, senza paura che la giudicassi. E sì, pretendo lo stesso da te. Se c’è una bomba che mi stai nascondendo, la disinnescherò mentre sei distratto, e poi. Poi veglierò su di te mentre dormi, ti terrò d’occhio mentre sei lontano, tapperò i buchi di fronte a te mentre cammini di fretta.

A volte amare è un lavoro da ladri.

(Ma con te, è bellissimo).

 

(Consigli per gli ascolti: Je vais t’amer – Michel Sardou (o la versione di Louane per gli amanti delle commedie francesi)).

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