Ti sogno. Raramente.

Ti ho sognata, due notti fa.

Mi prendevi per mano, mi dicevi “Fidati, almeno di me”. Non so chi tu sia, ma mi amavi, ed era bellissimo. O forse so bene chi sei e ti ricordo, ma ho paura di pronunciare il tuo nome se non a bassa voce, perché sono una codarda. Sei tu, dunque, V.? (Mio rimpianto, mia ferita). Perché, sai, l’altra notte ti ho sognata, e mi prendevi per mano.

Attorno era caos, e una tempesta fortissima stava per scagliarsi su ogni cosa, ma tu mi prendevi per mano e mi trascinavi in mezzo a un campo. Mi indicavi il cielo: riuscivo a vedere le galassie a occhio nudo, e le stelle erano così vicine che mi sembrava di poterle toccare; c’erano i lampi a fendere il buio, sempre più frequenti, c’erano l’amaranto e l’azzurro che delineavano ogni galassia in tanti vortici sovrapposti.

“Mia mamma non mi ha mai lasciato farlo…”, ti dicevo, “ripeteva sempre che era pericoloso attendere un temporale. Ma è bellissimo”.

E tu mi sorridevi, e io non avevo paura. Avevi steso su di noi una grossa coperta trasparente, stavamo sdraiate sull’erba umida, mentre pioveva fortissimo, ma l’acqua non arrivava a noi. Le case attorno volavano via come fatte di cartone, la gente (che era composta soltanto di ombra) scappava. Come in un grande giudizio universale, ma io non avevo nulla da temere, con te a fianco. Io ero al posto giusto.

v

Svegliarsi in un letto vuoto di te è stato terribile. Non so che il tuo nome, V., ma dove sei nel mondo ora?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...